La Cera  (Origine, produzione, raccolta, utilizzazione)

La cera è il prodotto di secrezione delle ghiandole addominali dell’ape operaia, per il quale si richiede una supernutrizione di miele. Costituisce la sostanza con cui sono formate le cellette esagonali dei favi ed è composta da idrogeno, ossigeno, carbonio. La raccolta avviene per fusione degli opercoli, fondendo i favi in acqua calda per separare le sostanze estranee (miele e altre). Il prodotto ottenuto, che prende il nome di cera vergine, ha odore leggermente aromatico, è untuoso al tatto, morbido al calore della mano, colore variabile che va dal giallo chiaro al rosso bruno. Le varietà più pregiate sono quelle più chiare. Per imbiancare la cera, la si riduce in scagliette sottilissime che si lasciano esposte all’aria e al sole. La fusione degli opercoli fornisce 1 chilogrammo/1 chilogrammo e mezzo di cera per ogni chilogrammo di miele; altrettanta può essere ottenuta dai residui dopo l’uso dello smielatore. La cera è indispensabile alla realizzazione dei fogli cerei; serve inoltre alla fabbricazione di candele, di lucidi per legno e cuoio, per impermeabilizzare cartoni e tela, in farmacia e in cosmetica. Dalla cera si ottiene inoltre per distillazione a circa 230° C., un liquido quasi incolore, detto olio di cera usato in pittura e per lenire i dolori reumatici.